Le Cascate del Tuorno di Savoia di Lucania: un tuono d’acqua sulfurea in una natura incontaminata


Savoia di Lucania, comune della provincia potentina, poco più di mille abitanti. Se dovessi descriverla sceglierei due parole luogo-contenitore. Perché? Qual è il “contenuto” di questo minuto scrigno lucano? Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di aprirne il coperchio.

Grafica delle Cascate del Tuorno di Savoia

Le vedi anche tu quelle casette, dall’impronta contadina, che sgomitano l’una sulla facciata dell’altra per farsi spazio su quell’altura, che si erge in lontananza? A guardarle con fare altezzoso, dal punto più alto, un castello, che gli abitanti sono soliti chiamare “rocca”. Si affaccia su piazza Marconi e ha conservato nel tempo parte della sua architettura medievale, l’impianto trapezoidale che ruota attorno ad una corte interna e le sue tre torri. Dall’intricata rete di vicoli storici ecco farsi strada la voce dell’anarchico Giovanni Passannante. Fu proprio lui a determinare il cambio nome da Salvia in Savoia di Lucania, ma questa è un’altra storia… Mi distrae un profumo. È ora di pranzo. Mi pare si tratti di zuppa di legumi e forse l’antipasto prevede formaggi freschi. Hai letto anche tu quell’insegna “Museo della Memoria”? Lo visiteremo, ma non adesso.

Non è certo un caso se portiamo in spalla uno zaino waterproof e ai piedi indossiamo scarponi da trekking.

Il bosco Luceto

Bosco-Luceto-Savoia-di-Lucania

Voltiamo le spalle al centro abitato e imbocchiamo la strada che dal paese conduce a Vietri. Difficile confonderci, incontreremo sulla destra una via sterrata. Dove ci troviamo con esattezza? A pochi chilometri dal Ponte alla Luna di Sasso di Castalda, da Potenza e dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria e a pochi passi dalla nostra prima destinazione: bosco Luceto.

“Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà”

SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE

Un’escursione in una natura che difende la propria indole selvaggia e il proprio stato incontaminato e si mostra in tutta la sua verità. Siamo in una zona priva di sentieri ben battuti, fitta di cerri e carpini dai rami e dalle radici ribelli.

Sul nostro dizionario tascabile leggo:

  • cerro: albero d’alto fusto simile alla quercia, con ghiande coperte da una cupoletta squamosa e corteccia ricca di tannino, molto diffuso nell’Europa meridionale;  
  • carpino: grande albero della famiglia delle Betulacee, con corteccia grigia e liscia, foglie ovali seghettate e legno bianco e compatto.

Incontriamo le prime indicazioni “Vallone del Tuorno” e “Acqua Solforosa”.

Le Cascate del Vallone del Tuorno

Il paesaggio del Luceto conserva al suo interno millenari stalattiti e stalagmiti, sorgenti di acqua solforosa e perfino una traccia dell’antica sapienza contadina: lu mulniedd, un vecchio mulino ad acqua.

  • Stalattite: concrezione calcarea, generalmente a forma di colonna o di cono capovolto, che pende dalle volte delle caverne di origine carsica;
  • stalagmite concrezione calcarea, generalmente di forma conica o colonnare, che si erge dal pavimento delle caverne di origine carsica, formata dal deposito calcareo contenuto nelle gocce d’acqua che stillano dal soffitto evaporando con grande lentezza.

Escursionismo è fermare i piedi nel mezzo del tragitto, alzare lo sguardo dal terreno e posarlo sui dettagli di un arbusto, sulla tonalità del cielo, sull’effetto dei raggi solari su una roccia. C’è umidità, per questo il verde delle foglie è così lussureggiante, la luce naturale fatica ad illuminare una natura, lasciata in ombra.

Giunti al torrente, affluente del fiume Melandro, un sentiero in discesa e, poi, per un tratto nel letto del torrente stesso, attraverso pozze e piccole rapide. I meno allenati potranno contare su un itinerario, più facilmente accessibile, allestito dal comune di Savoia di Lucania.

Si fa insistente il ripetersi di un suono, sempre più vicino. Agli abitanti di Savoia ha ricordato il rimbombo di un tuono e da qui il nome Cascate Vallone del Tuorno, che dal dialetto lucano si traduce, appunto, tuono.

Cascate-Vallone-del-Tuorno

Il Tuorno dà origine a sei cascate, le più alte delle quali raggiungono i 20 metri, generando pozze profonde. Dalle pareti rocciose zampilla preziosa acqua sulfurea.

La nostra avventura termina qui. Ringrazio la Pro Loco SalviAmo di Savoia di Lucania per avermi accompagnata in questa suggestiva esplorazione.

Per ulteriori informazioni: prolocosalviamo.it

Cascate-Vallone-del-Tuorno

Una chicca cinematografica

“Cristo non si è fermato a Eboli” è un corto documentario del 1952 diretto da Michele Gandin. Un maestro dell’Unla – Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo – torna al suo paese, Savoia di Lucania, con il compito di istituire il Centro di Cultura Popolare. Attraverso la sua storia il documentario narra come i centri sorgano, come attraverso i corsi di istruzione e di cultura, la biblioteca, i laboratori e le iniziative di carattere civico, si sviluppino e come progressivamente l’interesse della popolazione analfabeta e semianalfabeta si faccia sempre più vivo e profondo. Il docufilm è stato premiato alla IV Mostra internazionale del film documentario e del cortometraggio, nell’ambito della XIV Mostra del cinema di Venezia. 

Grazia Valeria Gelsomina Ruggiero

Grazia Valeria Gelsomina. Mina per gli amici. Lucana. Designer. Cosa voglio fare da grande? Conosco una parola contenitore di ciò che mi piace: “creare”. Che si tratti di un disegno su carta che prenderà forma, di una pagina bianca che attende di essere scritta o di realizzare da zero un contenuto grafico. Attualmente collaboro con il Mattino di Puglia e Basilicata. Ho frequentato un Master in editoria e comunicazione che mi ha lasciato, fra le tante cose, quattro empatici amici con cui condividere questo nuovo viaggio. Perché scrivere della mia terra in un blog? Sono di buona forchetta e qui c’è cibo buono in abbondanza. Mi perderei nei vicoli di antichi borghi senza controllare l’ora. Non dico mai no ad un’escursione, che sia in un bosco, ai piedi di una cascata, fra le dolomiti, su un lago…. Ma quanti scenari offre la Basilicata?