La regina della primavera lucana: la fragola Candonga Top Quality


La prima tappa di Io Viaggio Lucano alla scoperta delle bellezze del nostro territorio ci portò nel Metapontino, alla scoperta del nostro angolo di Magna Grecia in Basilicata. Si potrebbe dire che, a distanza di un anno dall’inizio del nostro viaggio, ritorniamo lì dove tutto ebbe inizio, ma per una ragione ben diversa dalla precedente. Se in passato abbiamo ammirato la bellezza delle Tavole Palatine e la grandiosità dei suoi templi, questa volta la nostra capatina avrà una motivazione molto più… “dolce”.

  • La piana del Metapontino è il suo habitat naturale.
  • Si produce esclusivamente in Basilicata.
  • La sua stagione sta già per terminare (purtroppo).
  • Ha una forma elegante, un colore rosso vivo e una polpa carnosa.
  • Il suo odore è pieno e avvolgente.

Impossibile sbagliarsi!

Signore e signori, benvenuti nel regno della fragola Candonga Top Quality.

La California del Sud Italia

La piana del Metapontino ospita tra le più alte produzioni di fragole d’Italia, al punto da meritarsi l’appellativo di California del Sud Italia. La vicinanza con il mare, il clima mite e le temperature più alte rispetto alle zone interne della regione rendono questo territorio perfetto per la fragolicoltura. Con 850 ettari di puro splendore, le fragole lucane si distinguono dalle altre per le loro caratteristiche organolettiche e per le loro proprietà benefiche. Già amatissime a livello nazionale e internazionale, la loro notorietà si è moltiplicata da quando si è aggiunta una nuova varietà alla loro già straordinaria famiglia: la fragola Candonga, prodotta unicamente in Basilicata. Le sue origini sono da rintracciarsi in una lunga fase di sperimentazione, durante la quale sono stati realizzati degli incroci – assolutamente naturali – tra varietà differenti di fragole, sino ad arrivare alla perfezione: la varietà Candonga, detta anche Sabrosa, raggiunta in ben sette anni di intenso lavoro, portati avanti in modo sostenibile.

Sostenibilità e riconoscibilità

La sostenibilità della fragola Candonga è tra i principali motivi di vanto per chi le coltiva. Si mettono a dimora nel mese di ottobre e iniziano a produrre frutti da gennaio fino a giugno. Le buone pratiche di coltivazione dei suoi produttori, sommate alle condizioni climatiche tipiche del posto e alla tipologia di terreno le permettono di crescere in modo sostenibile e naturale. Inoltre, grazie alla loro resistenza alle malattie, l’uso di trattamenti è ridotto al minimo, così come anche l’uso di mezzi agricoli, trattandosi di una raccolta realizzata rigorosamente a mano. Accanto alla sua fama di fragola bio e sostenibile, la Candonga si distingue dalle altre per le caratteristiche fisiche che la rendono unica. La sua forma conica e allungata con acheni piccoli e visibili in superficie, uniti ad un colore rosso vivo e a un odore intenso, la rendono una delle varietà più facilmente riconoscibile anche per i meno esperti.

La fragola perfetta esiste!

Vogliamo affermarlo a gran voce, perché la fragola Candonga oltre a essere splendida nel suo aspetto anche è anche bella dentro! Per prima cosa, è ricca di vitamina C – addirittura più delle arance – diventando una grande alleata per il sistema immunitario e per le donne in gravidanza grazie alla presenza di acido folico. Non dimentichiamo che ha proprietà antiossidanti, ha meno calorie di una fragola standard ed essendo ricca di fibre dona anche un senso di sazietà prolungato. Insomma, niente sensi di colpa dopo averne fatto una scorpacciata!

Fragole Candonga panna vaniglia e gelatina di Amaro Lucano

Va bene, abbiamo capito che la fragola Candonga è bella, è buona, è ricca di proprietà ed è addirittura adatta alle diete ipocaloriche. E se la trasformassimo in una ricetta super gustosa e d’effetto?

Non potevamo farlo senza il prezioso supporto dell’Associazione Cuochi Lucani che, come sempre, è al nostro fianco per la realizzazione della rubrica EnogAstronomica.

Lo chef Giuseppe De Rosa, General Team Manager, ci ha proposto una ricetta che più lucana di così non poteva essere: fragole Candonga panna vaniglia e gelatina di Amaro Lucano.

Ingredienti per quattro persone

Per la mousse alla panna e vaniglia:

  • 150 gr di panna fresca 33%
  • 75 gr di zucchero
  • 1 stecca di vaniglia bourbon
  • 10 gr di maraschino
  • 4 gr di gelatina
  • 350 gr di panna fresca semi montata

Procedimento:

Unire la panna liquida a zucchero, vaniglia e maraschino. Riscaldare il tutto e sciogliere la colla di pesce, raffreddare a 30 gradi e incorporare la panna semi-montata: si otterrà un composto liscio e omogeneo. Versare tutto in uno stampo e abbattere a negativo, ossia portare ad almeno -18°. Appena abbattuto, sformare e glassare con una gelatina di fragola.

Ingredienti per la gelatina all’Amaro Lucano:

  • 150 gr di Amaro Lucano
  • 50 gr di acqua
  • 6 gr di gelatina

Procedimento:

Far evaporare l’alcol dell’amaro in un pentolino; aggiungere l’acqua e la gelatina ammollata precedentemente, stenderla in una placca per farla rapprendere. Aiutarsi con un coppapasta per creare la forma desiderata e riporre in frigo.

Ingredienti per il terriccio al cioccolato:

  • 100 gr di farina 00
  • 100 gr di farina di mandorle
  • 100 gr di cacao
  • 100 gr di burro fuso

Procedimento:

Mescolare tutti gli ingredienti, stendere su un silpat – tappetino antiaderente da cottura – di circa 3 millimetri e cuocere a 165 gradi per 7-8 minuti. Far raffreddare il composto e frullare.

Per finire, la parte più artistica e divertente del piatto: l’assemblaggio. Adagiare sulla base del piatto la gelatina, poi il crumble di cacao, adagiare la fragola e servire.

Un’estasi di sapori si sprigionerà da questi sapori contrastanti e indimenticabili, frutto della professionalità del nostro chef e dei prodotti lucani che ha scelto di usare in questa originale ricetta.

Si ringrazia l’Associazione Cuochi Lucani per la collaborazione e, nello specifico, lo chef Giuseppe De Rosa per aver ideato questa ricetta per Io Viaggio Lucano.

Sara D’Agrosa

Amo le parole in ogni loro forma, origine e specie, anche quando mi si rivoltano contro. Sarà per questo che ho studiato Traduzione Specialistica, così da saperle usare anche in altre lingue e poter sfogare la mia maniacalità sulle traduzioni. Adoro l’inglese e lo spagnolo, oltre all’italiano ovviamente, e il nostro può definirsi un affetto stabile da ormai più di dieci anni. Sono tanti gli ambiti in cui ho applicato le mie conoscenze e ho cercato di chiudere il cerchio con un Master in Editoria e Comunicazione, dove ho conosciuto i miei fantastici compagni di viaggio. Al momento collaboro con il Mattino di Puglia e Basilicata, attraverso il quale ho ritrovato il mio interesse per la scrittura. Un modo per riscoprire la mia regione dopo qualche anno di assenza, apprezzarla e raccontarla. Sono logorroica… si era capito?