Latronico tra natura, storia e cultura: la città del benessere


All’inizio della nostra avventura di #ioviaggiolucano, il blog delle Pro Loco, avevamo pubblicato un articolo nel quale spiegavamo le motivazioni che ci spingono a realizzare questo viaggio tra le 131 meraviglie lucane. Una di esse è raccontare la complessità culturale lucana fatta di natura, arte, storia e bellezza. “Abbiamo tutto” ci ripetevamo muovendo i primi passi in questo mondo così variopinto, e pian piano questa consapevolezza è divenuta davvero un leitmotiv. Oggi, per rafforzare ancor di più questo concetto, ci dedichiamo ad una zona della nostra regione famosa per la cura della bellezza e della salute, immersa nella natura e cullata da una storia millenaria.

Grafica di Latronico

Eccoci giunti a Latronico, un borgo lucano a 888 metri sul livello del mare, situato all’entrata della valle del Sinni, esso si estende alle pendici del monte Alpi, le cui tre cime Santa Croce, Pizzo Falcone e Punta del Corvo sono inserite nell’emblema comunale simbolo dei latronichesi.

Il nome Latronico potrebbe derivare da “luogo nascosto” o “lacomia, cava di pietra” che il paese possiede tutt’oggi. La sua storia parte da lontano, i primi insediamenti nel territorio di Latronico infatti dovrebbero risalire al Mesolitico (10.000 – 8.000 a.C. circa), vengono testimoniati da tracce insediative e reperti appartenenti a gruppi di uomini vissuti nelle Grotte di Calda. Altre indagini archeologiche hanno invece appurato la presenza tra il VII e il V secolo a.C. di piccoli insediamenti Enotri nella località di Colle dei Greci.

Latronico

Tra l’epoca tardoantica e l’altomedioevo un gruppo abitativo si stabilì su una sommità probabilmente per scampare alle incursioni dei Longobardi e dei Saraceni.  Nel 1063 il nome della cittadina compare per la prima volta in un documento ufficiale, riportato all’interno del Syllabus Graecarum Membranarum. Successivamente Latronico fu feudo di varie famiglie nobili e, dopo l’espulsione dei Gesuiti dal Regno di Napoli nel 1767, passò al demanio regio. Latronico, come molte cittadine lucane, conobbe il fenomeno del brigantaggio. Due su tutti furono i protagonisti di questi anni tumultuosi: Nicola De Luca, detto lo Scaliero, e di Francesco Viola, detto il Pedatella. Giunsero come un fulmine gli anni delle due grandi guerre che non risparmiarono il comune lucano, molte infatti furono le vittime di quel periodo difficile.

Le sorgenti solfo-magnesiache e le frazioni di Agromonte Magnano e Agromonte Mileo

Gli anni del ventennio fascista vengono ricordati anche per la riscoperta e la rinnovata funzionalità delle sorgenti solfo-magnesiache di contrada Calda. Grazie all’istituzione di una società che portò alla realizzazione di uno stabilimento termale che sin da allora divenne un esempio di avanguardia per il settore. Sempre in questi anni vennero aggregate alla cittadina le frazioni di Agromonte Magnano e Agromonte Mileo.

La storia di Agromonte fino al 1928 è stata sempre legata a quella del Comune di Castelluccio Superiore, borgo a pochi chilometri di distanza da Latronico. Questo è quello che si legge nel Real Decreto che fu emesso a Portici da Francesco II:

“In quella occasione a Castelluccio Superiore toccarono 2.169 tomoli in quanto abitati da 1.000 coloni nati e domiciliati nel detto Comune. In seguito le selezioni assegnate a Castelluccio furono incorporate nell’agro di Latronico col nome di Agromonte Mileo e Agromonte Magnano (1928)”.

Il termine Agromonte deriva dal latino “acer-mons”, “monte fiero”, come del resto vengono descritti i suoi abitanti, dei veri instancabili lavoratori. “Acer-mons” richiama alla mente il Colle dei Greci, che è infatti una altura, un monte, probabilmente di una città fortificata, aspra e difficile da conquistare. In uno scritto si legge: “Agromonte ha radici preromane e questo significa che la località era interessata da attività e industrie umane già prima degli albori della storia, quando altri posti, che hanno avuto più fortuna erano deserti e sconosciuti. L’archeologia ha riconosciuto a questa comunità un notevole livello di civiltà”. Il professor Egidio Raffaele D’Angelo nella sua “Monografia di Latronico” a proposito della archeologia di Agromonte sostiene: “In tale contrada certamente si trovava una città di grande importanza. Quivi, infatti, si trovarono numerosi rottami antichi e vi sono stati scoperti numerosi sepolcri con vasi fittili. Il colle su cui questi avanzi di antichità sono stati trovati si denominava Colle dei Greci e vi si osservano ruderi di un diruto castello”.

Magnano

Le Terme Lucane di Latronico

Immerse in una natura incontaminata e rigogliosa, le Terme Lucane di Latronico rappresentano uno dei luoghi cardini della cura del benessere e del corpo. Le virtù terapeutiche delle acque erano conosciute sin dall’antichità, confermate anche da ricerche archeologiche che riportavano la presenza di stipi votive nelle vicinanze delle grotte di Calda. Le Terme rappresentano un vero faro per il settore, sono infatti tante le terapie e i percorsi rigeneranti proposti dal centro lucano. Una pausa di benessere a contatto con la natura difficilmente realizzabile al di là dei confini lucani. E torna prepotente il nostro leitmotiv: “Abbiamo tutto”.

La nuova iniziativa della Pro Loco “Summer experience”

Il lockdown non ha fermato la Pro Loco di Latronico e Acermons, anzi, le loro menti hanno messo in moto un meccanismo fantastico quello della “Summer experience” i cui ingredienti sono adrenalina, natura, sport, bellezza.

La Kayak Experience, la Tennis Experience, la Trekking Experience e tante altre iniziative che vengono proposte settimana dopo settimana.

Una ormai consolidata è quella del Rafting: “Le guide altamente qualificate vi accompagneranno in una spettacolare discesa lungo le rapide del fiume Lao, alla scoperta di una natura selvaggia ed incontaminata attraverso uno dei canyon più affascinanti d’Europa, un’esperienza unica e alla portata di tutti”.

Un interessante itinerario è quello del Recinto del cervo (detto del capriolo): “Il percorso ad anello, con partenza dal paese di Agromonte Magnano, si snoda intorno al “Recinto del Capriolo”, all’interno dello splendido Bosco Magnano. Il Recinto del Capriolo è un’area protetta utilizzata per un progetto di ripopolamento del Parco Nazionale del Pollino.”

Animali nella natura di Latronico

 

Tante le iniziative per vivere la bellezza della nostra regione e per riscoprire un patrimonio ambientale mai stanco di offrire grandi emozioni e idee: la Lucania, terra generosa di luce e natura.

Grazie alla Pro Loco di Latronico e alla Pro Loco Acermons per averci regalato un’esperienza incredibile.

Per info: https://www.facebook.com/AssociazioneProLocoAcermons/, https://www.prolocolatronico.it/

Antonella D’Andria

Lucana. Laureata magistrale in Lingue e letterature straniere, ho una passione incontrollabile per lo spagnolo in tutte le sue forme artistiche, culturali e gastronomiche. Lui apprezza e contraccambia. Dal 2014 mi occupo della comunicazione digitale della Pro Loco di Acerenza e da qualche anno collaboro con una importante azienda lucana. Ho conseguito un master in Editoria e comunicazione, percorso che mi ha permesso di conoscere dei giovani brillanti che sono diventati i miei compagni di avventura in #ioviaggiolucano. Scrivo per il Mattino di Puglia e Basilicata, luogo virtuale che mi concede di fare ciò che amo di più: raccontare il mio territorio. Antonio è il mio paziente fidanzato.

Condividi