Sasso di Castalda: un borgo che punta dritto alla luna


«Verso l’infinito e oltre» direbbe Buzz Lightyear, protagonista del film di animazione Toy Story, attraversando il Ponte alla Luna di Sasso di Castalda e ammirando lo spettacolare panorama che si vede da lassù. Sembra quasi di vagare nello spazio e di poter guardare la Terra dall’alto. Non a caso il nome del protagonista dell’amato film è un omaggio a Buzz Aldrin, pilota del modulo lunare della missione Apollo 11, il secondo uomo a mettere piede sulla Luna, 19 minuti dopo Neil Armstrong.

Grafica di Sasso di Castalda

Ma il legame di Sasso di Castalda con la Luna e l’Apollo 11 è ancor più forte di quello del nostro amato Buzz Lightyear. Apollo 11 è stata la prima missione spaziale a permettere ai due astronauti statunitensi, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, di toccare la superficie lunare il 20 luglio 1969 alle 20:17:40. Il lancio avvenne il 16 luglio alle 13:32, dal Kennedy Space Center, guidata da Rocco Petrone, ingegnere cresciuto negli States ma figlio di due sassesi, Teresa e Antonio Petrone, emigrati in America a inizio Novecento.

Rocco Petrone e il suo “ponte” verso la luna

3…2…1… Go!

Sembra che sia stato proprio il nostro conterraneo a pronunciare la fatidica frase per il lancio dell’Apollo 11. Il “computer con l’anima” o “tigre di Cape Canaveral”, com’era conosciuto tra i suoi collaboratori, è ricordato come un professionista molto esigente, attento e determinato, in grado di guidare una missione di tale portata, come l’arrivo dell’uomo sulla Luna. «Non saremmo mai arrivati sulla Luna in tempo o, forse, non ci saremmo mai arrivati senza Rocco Petrone», così affermava Isom “Ike” Rigell, ingegnere capo del Kennedy Space Center e addetto alle operazioni di lancio, riconoscendo a Petrone il suo ruolo centrale in questa missione. Rimasto orfano quando era solo un bambino, Rocco dovette rimboccarsi le maniche per aiutare la sua famiglia in difficoltà, alternò studio e lavoro, riuscendo a guadagnarsi l’accesso alla prestigiosa MIT grazie al suo talento.  Entrò nella Nasa, arrivando a dirigere l’intero programma Apollo e il Marshall Space Flight Center. Uomo illuminato e rigoroso, non ha mai distolto lo sguardo dai suoi obiettivi, proprio come una tigre, e quando parlava del “folle” progetto dell’uomo sulla Luna rispondeva così: «Quando Colombo partì alla scoperta del Nuovo Mondo, sicuramente gli avranno chiesto perché vuoi andare così lontano? Io credo che lo spazio offra al mondo una speranza di pace, credo che se la gente considerasse il mondo senza le frontiere create dall’uomo, impareremmo a vivere meglio e più uniti».

Rocco Petrone

Il ponte tibetano

Non è quindi così strano che il ponte tibetano realizzato nel 2017 a Sasso di Castalda sia stato denominato proprio Ponte alla Luna. Arrivare al punto di inizio di questa adrenalinica avventura rappresenta già un’esperienza unica nel suo genere: bisogna, infatti, attraversare l’intero centro storico, caratterizzato da graziose case in pietra, i cui balconi pullulano di fiori dai colori sgargianti.

Sasso di Castalda

Giunti sul punto più alto, lo scenario che si apre davanti ai propri occhi è a dir poco mozzafiato. La montagna che si staglia alle spalle del ponte tibetano è mastodontica e superba e sembra quasi giudicare i più spaventati e sfidare i più coraggiosi.

Paessaggio naturale a Sasso di Castalda

Il percorso si sviluppa sulle sponde del Fosso Arenazzo che si apre proprio ai piedi del centro storico. Ciò che non tutti sanno è che in realtà i ponti sono due: il primo, il Ponte Petracca, lungo 95 metri e sospeso a circa 30 metri di altezza, ci conduce su un versante caratterizzato da formazioni geologiche. Percorrendo il sentiero lungo la sponda del Fosso si giunge in dieci minuti al ben più complesso Ponte alla Luna. Si tratta di una campata lunga 300 metri a 102 metri di altezza, da cui è possibile ammirare il torrente sottostante, sospesi nel vuoto, per attraversare il ponte come un astronauta nello spazio. Il punto di arrivo è rappresentato dal rudere del castello, dal quale si apre un suggestivo punto panoramico, una terrazza in vetro da cui è possibile ammirare il ponte e l’intero panorama, definito sky-walk.

Il belvedere di Sasso di Castalda

Ma non finisce qui. Per i più avventurosi vi è un’altra esperienza ancor più intensa: le Vie Ferrate Arenazzo e Belvedere. La prima nasce come percorso per esplorare la natura selvaggia lungo il “fosso” formato dal Torrente Arenazzo. L’itinerario prevede un sentiero che si dirama direttamente dal centro storico del paese al letto del torrente nella sua parte inferiore, ed è attraversabile per mezzo di un ponticello tibetano sportivo che conduce proprio alla Via Ferrata Arenazzo, caratterizzata da pareti rocciose. Risalendo in traversata troviamo un secondo ponte tibetano sportivo, molto più impegnativo perché prevede una camminata in equilibrio su una sola fune. Questo percorso conduce al centro storico, dove si ricongiunge il Sentiero Beneventano. In cinque minuti si raggiunge la Via Ferrata Belvedere, così definita perché sorge in prossimità del noto belvedere ed è caratterizzato dal peculiare passaggio sotto la sky-walk, conducendo sino ai ruderi dell’antico castello.

Insomma, adrenalina allo stato puro per diversi livelli di spericolatezza. Sempre con una grande attenzione alla sicurezza, garantita dal personale esperto che vigila costantemente sul comportamento corretto dei visitatori.

I sentieri nel borgo di Sasso di Castalda

Non solo Ponte alla Luna: percorsi e sentieri

Sasso di Castalda, un borgo di circa 800 anime, arroccato su di un saxum, un grande sasso roccioso, racchiude in sé una bellezza selvaggia e calma che non ti aspetteresti. Infatti, per arrivare al cuore del paese sono tante le curve da attraversare, durante le quali puoi riempirti gli occhi con il verde dei suoi prati, l’oro del suo grano, il rosso dei suoi papaveri e qualche volta il manto bianco della neve che lo avvolge.

Ci troviamo a più di 900 metri sul livello del mare, in cui si snoda il gruppo montuoso Arioso-Pierfaone, ai cui piedi troviamo il percorso escursionistico Frassati, lungo 22 km, percorribile in 8-10 ore. La prima parte, di 14 km, si ricollega ad un tratto di 4 km che giunge sino al centro storico. Si tratta di un sentiero variegato, adatto per chi vuol fare una semplice passeggiata, ma anche per chi pratica trekking o sport di montagna. Superato il centro abitato, troviamo l’Oasi del Cervo, l’area faunistica nella quale questi maestosi animali fanno capolino. Rientra in questo percorso anche il bosco della Costara, un bosco definito dai suoi visitatori di “rara bellezza”, in cui è possibile respirare aria pulita e soprattutto godere di silenzio e pace surreali. Questo luogo è ricordato principalmente per la sua faggeta, in cui spicca l’imponente faggio di San Michele, uno dei più antichi alberi presenti in Basilicata. L’ultimo tratto del sentiero è il più impegnativo, infatti le pendenze si fanno più ardue dovendo raggiungere la cima del Monte Arioso. Si tratta di un percorso che, oltre ai benefici dovuti al contatto con la natura, porta con sé anche una lunga tradizione storica legata alle attività di cui il paese viveva nel passato. Ogni piccolo sentiero, infatti, porta il nome di una di queste attività che permette di rievocare un passato sicuramente pieno di sacrifici, ma anche caratterizzato da un forte attaccamento alla vita di montagna e alla sopravvivenza in condizioni non sempre facili. Così, tra boschi, rocce e panorami mozzafiato, troviamo:

Le vie della pietà

La via del grano

La via dell’acqua

La via dei pastori

La via dei boschi

La via delle nevi

La via dell’aria

La via del Faggio di San Michele

Infine, un punto affascinante e ancestrale è rappresentato da Petra Castalda o Buscon R’a Pret, uno dei primi luoghi ad essere abitato. Il grande masso si presta a piccole escursioni, adatte anche ai più piccoli che iniziano ad avvicinarsi a questa passione per la montagna e per il trekking. Il percorso non è del tutto facile, ma i ruderi medievali ai piedi del sasso, come i reperti di un’antica torre e delle antiche abitazioni, sommate al panorama, ricompensano per la grande la fatica.  

Buscon R'a Pret

Insomma, Sasso di Castalda sa donare tante emozioni diverse: dalla pace all’adrenalina, dal ricordo del passato alla modernità delle sue strutture. Un borgo piccolo ma ricco di sfumature, da attraversare a piedi per non perdersi neanche un dettaglio.  

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/ProlocoIlNibbio/?ti=as

Sara D’Agrosa

Amo le parole in ogni loro forma, origine e specie, anche quando mi si rivoltano contro. Sarà per questo che ho studiato Traduzione Specialistica, così da saperle usare anche in altre lingue e poter sfogare la mia maniacalità sulle traduzioni. Adoro l’inglese e lo spagnolo, oltre all’italiano ovviamente, e il nostro può definirsi un affetto stabile da ormai più di dieci anni. Sono tanti gli ambiti in cui ho applicato le mie conoscenze e ho cercato di chiudere il cerchio con un Master in Editoria e Comunicazione, dove ho conosciuto i miei fantastici compagni di viaggio. Al momento collaboro con il Mattino di Puglia e Basilicata, attraverso il quale ho ritrovato il mio interesse per la scrittura. Un modo per riscoprire la mia regione dopo qualche anno di assenza, apprezzarla e raccontarla. Sono logorroica… si era capito?

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