Policoro, “Bandiera Blu 2020”: archeologia e bosco a un passo dal mare


«Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi» affermava Robin Williams, nel ruolo di John Keating, insegnante di letteratura, nel film cult “L’attimo fuggente”.

Forse se visitassimo Policoro, luogo della provincia materana – terzo comune per popolazione della Regione Basilicata – con i piedi ben saldi al terreno e lo sguardo ad altezza d’uomo difficilmente ne coglieremmo la policromia. E se variassimo il punto di vista? Se scoprissimo l’antica Heraclea sospesi a mezz’aria, gli occhi puntati verso il basso?

Grafica di Policoro

La brezza marina spezza l’afa, pochissime le nuvole in cielo. Sono le 11.30 del mattino.

In una posizione preminente rispetto alla città moderna un castello baronale, anche noto come Palazzo Belingieri, sorto intorno all’anno mille. Dall’alto si distinguono un’ampia corte interna a pianta rettangolare e una torre quadrata, che risulta essere inglobata alla struttura del secondo piano. Poco distante una macchia di colore verde: procedo su via degli Artigiani verso via Madonna del Ponte, raggiunta mi sposto a destra su via Nizza e poi di nuovo lungo Madonna del Ponte, imbocco via Zanardelli, svolto a destra e scopro i Giardini Murati.

Due le piazza principali: Eraclea e Segni. Una serie di tetti minuti si affiancano nel borgo Casalini: le abitazioni – restaurate utilizzando materiale di costruzione originaria – risalgono agli anni ’50 e sono simbolo della riforma agraria e della rinascita di Policoro. Vi risiedevano i dipendenti dell’azienda feudale del barone Berlingieri di Crotone. Si dice la sera si illuminino di botteghe aperte e wine bar. Qui un buon calice di vino forse si abbina bene ai prodotti delle coltivazioni ortofrutticole di cui questa terra è eccellenza. Un esempio? La dolcissima Fragola Candonga.

Policoro è policromia: i colori freddi del centro abitato, le tonalità della terra del Parco archeologico Siris-Herakleia; la limpidezza dell’acqua marina – la città si è nuovamente aggiudicata il titolo di Bandiera Blu – il fitto verde del Bosco Pantano.

Parco archeologico Siris – Herakleia

Siamo in via Colombo, su di una collina sorta fra la foce del fiume Agri e quella dei fiume Sinni.

L’area archeologica si caratterizza per la presenza dei resti di due colonie greche, Herakleia e Siris, la prima fu fondata sulle rovine della seconda. E’ parzialmente in luce l’impianto urbano ortogonale, sui cui assi si dispongono le unità abitative costituite da ambienti residenziali e unità produttive disposti intorno a un cortile centrale scoperto. Le aree sacre sono dedicate al culto di Dioniso – sono visibili le fondazioni del tempio e l’adiacente agorà con l’altare – e di Demetra – il santuario si sviluppa su due terrazze. Alcuni fra i più importanti reperti rinvenuti sono conservati nel vicino Museo Nazionale della Siritide. Nell’area sono state scoperte le famose Tavole di Heraclea, uno dei maggiori documenti per la conoscenza della Magna Grecia. In esse leggiamo due iscrizioni greche del IV secolo a.C. in cui si parla della delimitazione e localizzazione di terreni dei santuari di Dioniso e Athena. Sull’altra faccia delle tavole fu inciso il testo in latino della Lex Iulia Municipalispromulgata da Gaio GiulioCesare nel 45 a.C. e che dettava le norme generali per la riorganizzazione amministrativa della città e alcune norme a carattere sociale. Le tavole sono oggi conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Bandiera Blu 2020

Policoro, insieme ad atri quattro comuni lucani, è stato investito del riconoscimento “Bandiera Blu 2020”. Qual è il significato di tale premio e quali i criteri di valutazione adottati per l’attribuirlo? Bandiera Blu è un riconoscimento conferito dalla Fee – Foundation for Environmental Education –  alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità relativi alla pulizia delle spiagge, delle acque di balneazione e ai servizi offerti. Istituito nel 1987 il programma “Bandiera Blu” è condotto in quarantanove paesi in tutto il mondo con l’obiettivo di promuovere nei comuni costieri e lacustri una gestione sostenibile del territorio prestando particolare cura per l’ambiente. Il riconoscimento viene assegnato distinguendo fra spiagge ed approdi turistici, in modo da certificarne le qualità ambientali e dei servizi in base alle esigenze di chi viaggia.

Policoro, una spiaggia di natura silicea con zone miste a sassolini, a pochi passi dal mare un bosco.

Riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro

«Una foresta sacra […] dominata dal silenzio e dall’oscurità misteriosa che regna sotto le immense querce vecchie come il mondo […] popolata da una folla pacifica di animali e di ogni specie di selvaggina; dai cinghiali, dai daini, dai cervi, dai caprioli per non parlare delle martore e degli scoiattoli di cui vedemmo una gran quantità passeggiare sulle nostre teste, di albero in albero» con queste parole lo scrittore francese Richard de Saint-Non, nel 1781, descrisse il Bosco Pantano di Policoro.

Un secolo dopo, nel 1897, con queste espressioni il narratore e saggista inglese George Gissing immortalò la foresta jonica: «L’immaginazione subiva un fascino che era fatto per metà di paura, non avevo mai visto un bosco incantato. Nulla di umano poteva aggirarsi tra quelle ombre senza sentiero, vicine a quelle acque morte. Era l’ingresso al mondo degli spiriti; su questo bosco, contemplato sull’orlo del crepuscolo, gravava un silenzioso timore, quale Dante conobbe nella sua selva oscura».

Nel 1999 la Regione Basilicata ha classificato quel che era rimasto del Bosco Pantano come riserva naturale orientata, allo scopo di tutelare l’area e pianificare il suo recupero ambientale. La Riserva ha un’estensione di 1200 ettari: sono comprese le aree agricole a ridosso del bosco e gran parte della pineta che costeggia la spiaggia. Il Bosco Pantano è stato designato Sic – Sito di Importanza Comunitaria. E’ un habitat naturale che va tutelato per la conservazione della biodiversità. È anche valutato Zps – Zona di Protezione Speciale, in quanto idonea alla conservazione di numerose specie di uccelli selvatici.

L’amministrazione comunale di Policoro ha affidato, nel 1995, ventuno ettari di bosco alla gestione del Wwf Italia. L’associazione, oggi, fa di quest’area un’Oasi da tutelare comprendete: il Centro recupero animali selvatici e tartarughe marine, un centro visite polivalente e il Museo Naturalistico Provinciale.

Tartaruga marina all'Oasi WWF di Policoro

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/prolocopolicoro.prolocopolicoro/

Grazia Valeria Gelsomina Ruggiero

Grazia Valeria Gelsomina. Mina per gli amici. Lucana. Designer. Cosa voglio fare da grande? Conosco una parola contenitore di ciò che mi piace: “creare”. Che si tratti di un disegno su carta che prenderà forma, di una pagina bianca che attende di essere scritta o di realizzare da zero un contenuto grafico. Attualmente collaboro con il Mattino di Puglia e Basilicata. Ho frequentato un Master in editoria e comunicazione che mi ha lasciato, fra le tante cose, quattro empatici amici con cui condividere questo nuovo viaggio. Perché scrivere della mia terra in un blog? Sono di buona forchetta e qui c’è cibo buono in abbondanza. Mi perderei nei vicoli di antichi borghi senza controllare l’ora. Non dico mai no ad un’escursione, che sia in un bosco, ai piedi di una cascata, fra le dolomiti, su un lago…. Ma quanti scenari offre la Basilicata?

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