Il castello federiciano di Lagopesole, tra storia e leggenda


«L’abbondanza tende ad abbagliare anche le menti più sagge» affermava Federico II di Svevia. Ma come non farsi abbagliare dall’abbondanza del suo castello di Lagopesole? Noi lo crediamo impossibile!

Grafica del Castello di Lagopesole

Lagopesole ospita uno dei più grandi e maestosi castelli federiciani, fatto realizzare dall’Imperatore tra il 1242 e il 1250, con la funzione di dimora estiva e di caccia, per ospitare gli ozi della corte di Federico II. Sorto a 800 metri sul livello del mare, sovrasta l’intera Valle di Vitalba, congiungendo le attuali zone del Vulture-melfese e del potentino, e diventato portum Montis Vulturis, una sorta di accesso al monte Vulture, custode dei segreti di uno degli Imperatori più affascinanti della storia. Fu proprio la geografia del luogo a convincere Federico II ad ampliare la preesistente roccaforte normanna per trasformarla nella sua residenza estiva, approfittando del fitto bosco che circonda la zona, perfetto per praticare l’arte della caccia con il falcone, sua attività prediletta.

Comune di Lagopesole

Stupor Mundi

Federico II di Svevia era definito Stupor mundi, meraviglia del mondo, espressione tipica del lessico militare romano con il quale ci si riferiva a grandi eventi militari o campagne belliche e per consacrare le doti del generale che le aveva realizzate, spingendosi oltre i confini dell’Impero Romano. Federico II di Svevia si era guadagnato questo appellativo grazie alle sue straordinarie doti da condottiero e alla sua acuta e spiccata intelligenza. Viene ricordato ancora oggi per la fame di sapere che lo contraddistingueva, che lo portò a circondarsi di grandi eruditi quali il matematico Fibonacci, di studiosi della nascente astronomia come Michele Scoto, di filosofi e giuristi come Benedetto da Isernia e Roffredo di Benevento, ma anche di legislatori, medici, e appartenenti al mondo dell’arte come musici, scenografi e artisti di ogni genere. Una personalità poliedrica e complessa che lo rendeva molto apprezzato ma anche temuto da sudditi e nemici.

«Quando giunge il grande Federico, servo di Dio | il sole riluce, l’aria si fa tiepida, l’acqua ribolle, la terra rinverdisce».

Così scriveva Marquard de Ried, poeta e religioso tedesco, definendo Federico II signore degli elementi naturali. La grandiosità di un personaggio di tale calibro, moderno e colto rispetto al periodo in cui visse, sono perfettamente rispecchiate nelle maestose strutture che fece realizzare nel suo Impero.

Il Castello di Lagopesole, residenza dell’ozio di Federico II

Si narra che questo straordinario castello contenga circa 365 stanze, quanti sono i giorni dell’anno, ma tra queste, una sia inaccessibile e introvabile. Soltanto la notte di Natale la sua porta si apre per qualche secondo, svelando il suo interno: un vero e proprio tesoro rappresentato da una gallina dalle uova d’oro in grado di arricchire chiunque la trovi. Il castello è ricco di elementi geometricamente perfetti: ha una forma rettangolare, è diviso in due corti su cui si affacciano gli ambienti articolati su due piani e presenta agli angoli quattro torri quadrate. Rettangolare è anche il suo grande cortile interno, al quale si accede tramite una galleria con volta a botte preceduta da un imponente portone. Dal cortile è possibile vedere il particolarissimo portale a zig zag della chiesa palatina, con una sola navata, l’abside semicircolare e dei meravigliosi affreschi di figure sante risalenti al XIII secolo.

Di fronte alla chiesa, al primo piano, si aprono le decorate finestre bifore delle immense sale dell’Imperatore adornate da bellissime mensole che, esemplari tra i più ammirevoli dell’arte federiciana, avrebbero dovuto sostenere gli archivolti.

Il Quarto della Regina rappresenta una chicca di modernità e anticipazione dei tempi: qui è possibile intravedere resti di congegni per l’amplificazione della musica e per il riscaldamento degli ambienti. Al suo interno, ci si può deliziare con l’Antiquarium, costituito da tutti i reperti archeologici ritrovati nel corso degli anni, rappresentanti la moderna e colta vita di corte. Tra questi ritrovamenti è importante annoverare anche il Leone di Lagopesole, diventato una sorta di simbolo del castello, frammento di sarcofago romano del III secolo d.C., in cui è rappresentato un leone nell’atto di azzannare un’antilope.

Il Salone degli Armigeri, con la scuderia al pian terreno, chiude il cortile sul terzo lato accanto alla chiesa. Una cortina muraria con una porta architravata al suo centro divide il cortile maggiore dal cortile minore. Al centro del cortile minore si erge il donjon, l’imponente torrione di pianta quadrata a due piani, che ricorda la struttura dei castelli normanni, avi dell’Imperatore.

Il castello tra storia e leggende

Non solo Federico II, ma anche altre grandi personalità storiche passarono per Lagopesole. Nel 1137 le due più grandi potenze della Terra, Papa e Imperatore, si fermarono in questo territorio, circondati da funzionari papali e da dignitari di corte. L’imperatore Lotario III e Papa Innocenzo II vi alloggiarono per circa 30 giorni, e fu lì che il Pontefice tenne un concilio con il quale si depose l’antipapa Anacleto II e si annullò la scomunica di chi si era schierato al suo fianco, i monaci di Montecassino. Il castello ospitò anche Manfredi e la moglie Elena d’Epiro, il cui fantasma pare che si aggiri tra le stanze del castello nelle notti di luna piena, illuminata solo dalla tremula fiamma di una candela, accompagnata da pianti e lamenti, sempre alla ricerca del marito e dei figli. Infatti, in seguito alla morte del marito Manfredi, decadde il casato svevo ed Elena fu condotta come prigioniera dagli Angioini, suoi successori, proprio nel castello di Lagopesole, per poi essere trasferita a Nocera. Ma non finisce qui. Le anime dei due sposi pare si rincorrano proprio in queste notti di plenilunio, con l’arrivo di Manfredi in sella ad un cavallo bianco, errante per i boschi della tenuta, chiamando a gran voce la sua Elena, senza mai riuscire a vederla.

Non solo storia, ma anche modernità: il museo narrante

Altra chicca del castello federiciano è rappresentata dalla presenza del museo narrante, una perla di modernità in un edificio ricco di storia. Il progetto “Il mondo di Federico II” nasce dall’unione di moderne tecnologie e linguaggi innovativi, uniti alla ricerca storica che da molti anni viene condotta da tanti studiosi a livello nazionale e non solo. All’interno del Quarto della Regina e nel Salone dell’Imperatore i visitatori riescono ad assaporare attimi di vita di una delle figure più affascianti e controverse della storia qual era Federico II. Proiezioni, musica, racconti e alta tecnologia ci permettono di realizzare un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio per provare a immaginare gli intrighi di corte, le tattiche militari preparate insieme ai suoi generali, gli amori e i tradimenti, le lezioni degli eruditi di passaggio nella corte e molto altro ancora.

Ringraziamo la Pro Loco di Lagopesole per averci fatto scoprire un castello che non smette mai di sorprendere.

Per maggiori informazioni: https://www.prolocolagopesole.it/

Castello di Lagopesole al crepuscolo

Sara D’Agrosa

Amo le parole in ogni loro forma, origine e specie, anche quando mi si rivoltano contro. Sarà per questo che ho studiato Traduzione Specialistica, così da saperle usare anche in altre lingue e poter sfogare la mia maniacalità sulle traduzioni. Adoro l’inglese e lo spagnolo, oltre all’italiano ovviamente, e il nostro può definirsi un affetto stabile da ormai più di dieci anni. Sono tanti gli ambiti in cui ho applicato le mie conoscenze e ho cercato di chiudere il cerchio con un Master in Editoria e Comunicazione, dove ho conosciuto i miei fantastici compagni di viaggio. Al momento collaboro con il Mattino di Puglia e Basilicata, attraverso il quale ho ritrovato il mio interesse per la scrittura. Un modo per riscoprire la mia regione dopo qualche anno di assenza, apprezzarla e raccontarla. Sono logorroica… si era capito?

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