Acerenza: itinerario di bellezza


Cosa visitare in uno dei borghi più belli d’Italia

Il 25 maggio è un giorno speciale per noi di IoViaggioLucano, un anno fa la nostra prima pubblicazione e dopo uno stop di alcuni mesi oggi riprendiamo il nostro itinerario tra le nostre 131 meraviglie.

Ma il 25 maggio è un giorno speciale anche per un borgo lucano immerso nella sua storia millenaria: Acerenza. In questa data infatti ricorre l’arrivo ad Acerenza del percorso di traslazione delle reliquie di San Canio, santo originario di Cartagine divenuto da quel momento il venerato patrono della cittadina lucana e della sua Diocesi.

Chi scrive parte da un presupposto preciso: impossibile descrivere Acerenza in un solo articolo, non lo dice per carineria o per campanilismo (ecco svelata la sua provenienza) ma per puro onor di cronaca. Acerenza è un vero e proprio scrigno di cultura, terra ambita dai conquistatori e visitata da migliaia di turisti ogni anno.

Ma ora, partiamo dalle basi. Immergiamoci in questo itinerario di bellezza.

Acerenza: le origini

Acerenza è una delle più antiche città della Basilicata, situata a 833 metri s.l.m. su un altopiano tra il fiume Bradano ed il suo affluente Fiumarella. Il Comune di Acerenza con i suoi circa 2.500 abitanti, regge la propria economia sui settori tradizionali come l’agricoltura, le piccole imprese artigiane, aziende di produzione di vino Aglianico e olio extra vergine, ristorazione, prodotti lievitati di eccellenza e ovviamente turismo esperienziale. Il centro storico di Acerenza è stato annoverato tra i Borghi Più Belli d’Italia con meno di 5.000 abitanti insieme ai comuni lucani di Venosa, Castelmezzano, Pietrapertosa, Viggianello e Guardia Perticara. Nel 2014 ha conquistato il quarto posto nella gara nazionale indetta dal programma televisivo di Rai Tre Kilimangiaro. Nel novembre del 2018 Acerenza ha partecipato sempre su Rai Tre alla competizione de Il Borgo dei Borghi, la grande sfida arrivando in finale tra le prime 20 su 60 cittadine italiane. Il suo centro storico ha mantenuto le caratteristiche di borgo medievale con una urbanistica tipica del 1500 che gravita attorno al Castello e alla Cattedrale. Nel mese di febbraio del 2018 la rivista americana Forbes Italia ha citato Acerenza come uno dei 10 posti più belli del mondo. Nel mese di ottobre del 2018 Acerenza è stata set cinematografico del film di produzione italo-canadese “From the Vine” del regista Sean Cisterna.

Acerenza: Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio

La Cattedrale, edificata alla fine del XI sec. sotto l’arcivescovo Arnaldo, è in stile romanico con influenze francesi. La facciata è stata rimaneggiata già intorno al XIII sec. con l’inserimento del portale e del protiro in stile romanico-pugliese, decorati da bassorilievi e statue. La Cattedrale è lunga circa 69 m con un corpo centrale largo 21 m, possiede un transetto di 38 m con una altezza massima di circa 27 m, tre navate con 10 pilastri, cinque per lato e occupa un’area di circa 1880 metri quadri. Possiede un deambulatorio su cui si aprono tre cappelle radiali intorno all’abside centrale e altre due ricavate nel transetto. Il deambulatorio presenta una copertura molto particolare caratterizzata da volte a crociera a campate irregolari generate da archi a sesto acuto. Tra gli affreschi superstiti si distinguono una Madonna con il bambino di scuola centro italiana tardo quattrocentesca, un affresco di un Santo vescovo con pastorale di autore ignoto, raffigurante probabilmente il patrono Canio (XIV-XVI sec.), realizzato nella parete dell’abside su di un pilastro del coro, una raffigurazione purtroppo acefala attribuibile a San Pietro martire del XV-XVI sec., mentre gli intradossi delle arcate del coro sono decorate con motivi a grottesca tardo rinascimentale.

Il deambulatorio e il bastone di San Canio

Principale punto d’interesse del deambulatorio è la cappella radiale dedicata al patrono San Canio, all’interno della quale si conserva, oltre che la sua effige lignea di scuola calabro-sicula in legno di mandorlo della fine del XVI sec., il suo bastone ligneo, lungo circa 160 cm, e di cui si osservano anomali spostamenti. Subito dopo troviamo la cappelletta di San Mariano diacono acheruntino martirizzato nell’antica Grumentum sotto Diocleziano nel 303. Le sue reliquie furono collocate sotto l’altare a lui dedicato dall’Arcivescovo Zunica nel 1782. La sua effige fu realizzata nel 1613 per volere dell’Arcivescovo Spilla. Ultima absidiola del deambulatorio è la cappelletta gentilizia appartenuta alla Famiglia Cappetta in stile barocco risalente al primo ventennio del XVIII sec. Il San Raffaele è uno splendido esemplare di scultura settecentesca della bottega andriese di Nicolantonio Brudaglio. A seguito del terremoto del 1456 la Cattedrale viene recuperata grazie ai Conti Ferrillo che la dotano anche di una cripta sotto l’altare maggiore.

La Cripta

La cripta, terminata nel 1524, si presenta come uno spazio quadrangolare ricavato sotto l’altare maggiore ripartito in tre navate da quattro colonne sorrette da plinti decorati da bassorilievi. Le pareti laterali, scandite da lesene, sono decorate da affreschi. A sinistra abbiamo una Santa Margherita di Antiochia raffigurata mentre calpesta il drago e l’Adorazione dei Magi, mentre sulla destra un Sant’Andrea, con la croce del martirio e il Vangelo, e un San Matteo, seduto nel suo studio, intento a scrivere su un libro che un angelo gli porge. La volta è divisa in nove voltine richiamanti delle crociere, affrescate con clipei dentro i quali sono raffigurati: Evangelisti, Dottori della Chiesa, Fondatori di Ordini e Apostoli.

L’Edicola del Santissimo Sacramento e il Polittico della Madonna del Rosario

Nel transetto Nord troviamo l’Edicola del S.S. Sacramento terminata nel 1570 per volere dell’arcivescovo Sigismondo Saraceno. Questa rappresenta un vero e proprio “arco di trionfo” dedicato all’Eucarestia. Nelle lesene interne dell’edicola, racchiusi in decorazioni vegetali, trascritti in immagini troviamo passi dell’Antico Testamento come la nascita di Adamo e di Eva e il sogno di Elia. Nelle lesene esterne, tramite simbologie fortemente cristologiche, abbiamo invece rimandi sia al sacrificio che alla risurrezione di Cristo. Nell’attico dell’arco, ovvero nella parte superiore dell’edicola, troviamo raffigurate le quattro virtù cardinali, i pilastri del buon cristiano. Da sinistra verso destra abbiamo infatti: la giustizia, la fortezza, la temperanza e la prudenza. A custodia delle virtù, sulla parte superiore delle lesene, sono raffigurati i veri pilastri della Chiesa di Roma, ovvero San Pietro e San Paolo. Dal forte valore simbolico è la chiave di volta dell’arco che raffigura un volto composto da tre facce, simbolo della Trinità. All’interno dell’edicola abbiamo un dittico composto da un Deposizione di Cristo dalla croce, opera della bottega di Antonio e Costantino Stabile datata intorno al 1570 e da un’Ultima Cena di autore incerto ma sicuramente precedente all’opera degli Stabile. Sulla sinistra dell’edicola troviamo un rescritto papale riprodotto su un supporto marmoreo. Presso il transetto sud troviamo il polittico della Madonna del Rosario realizzato da Antonio e Costantino Stabile nel 1583 su commissione dell’arcivescovo Sigismondo Saraceno. La tavola principale raffigura la Madonna e il Cristo bambino in trono tra San Domenico e San Tommaso d’Aquino. Tutto intorno al dipinto centrale abbiamo quindici tavole raffiguranti i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi del rosario, mentre nel timpano dell’edicola troviamo la raffigurazione della Trinità. La struttura in legno intagliato sovradipinto è contraddistinta da due altissime semicolonne.

Acerenza: I musei

Museo della Civiltà Contadina “Casa Contadina”

 Il Museo etnografico di Acerenza, comunemente chiamata “Casa Contadina” ricostruisce un tipico ambiente domestico delle aree interne dell’Italia agricola del Novecento. Questa abitazione fu donata dall’Avv. Michele D’Andria al Comune di Acerenza. In esso si può apprezzare la quotidianità di una civiltà contadina e rurale, con i suoi tradizionali valori di morigeratezza, ma anche la miseria e le precarie condizioni di vita. La Casa Contadina è divisa in due vani, nel primo troviamo l’ambito dedicato ai lavori agro-pastorali e la porzione dedicata alla cucina e i suoi utensili. La presenza di due vani era una rarità e indicava una condizione sociale più elevata della media.

Museo Diocesano d’arte sacra e Museo dei legni intagliati

Il Museo dei leghi intagliati ospitato presso un locale accessorio del Museo Diocesano, consta di una esposizione parziale dell’intera collezione costituita da oltre 2.000 manufatti in legno intagliato. I manufatti sono stati realizzati da Giuseppe Di Trani e da suo figlio Giovanni in un arco di tempo compreso tra il 1967 e il 1984 e donati nel 1991 all’Arcivescovado di Acerenza. Gli utensili raffigurano simboli e temi del mondo agro-pastorale e della cultura contadina. Il palazzo Arcivescovile occupa una parte dell’antico castello longobardo e all’interno è stato allestito il museo diocesano di arte sacra. Esso conserva opere d’arte ed oggetti liturgici, provenienti dalle Chiese della Diocesi di Acerenza, oltre ad un’interessante raccolta di reperti archeologici preclassici e classici.

Percorsi naturalistici ed escursionistici

Poco al di fuori di Acerenza, in prossimità dell’ospedale della fondazione Don Gnocchi, troviamo Villa Gala, edificio a due piani databile al sec. XVIII, residenza estiva dell’Arcivescovo nei cui giardini e fontane vi è una piccola chiesa rupestre. All’entrata di Acerenza è possibile ammirare la fontana San Marco, oggi attrezzata con piccola area pic-nic, costruita nel 1813 fortemente voluta dal Consigliere d’Intendenza Provinciale Antonio Maria Gala, di stile neoclassico, chiamata dagli acheruntini la fontana “d’ u scurd” perché l’ultimo monumento della città che i migranti ammiravano prima di partire in cerca di fortuna. Nel Parco delle Cantine, oltre alla Torre Longobarda, ultima vestigia dell’impianto difensivo, è possibile ammirare antiche grotte, tutte scavate nella roccia mista conglomerata e arenaria di età pliocenica (5-2,5 milioni di anni fa) che con la loro temperatura interna sono perfette per la lavorazione e conservazione del vino Aglianico. Le cantine, difficili da datare perché di epoche antichissime e varie, sono caratterizzate da pozzi scavati nella roccia, cisterne anch’esse scavate per la fermentazione del mosto e vasche in pietra per la pigiatura dell’uva, il tutto ancora utilizzato dai moderni viticoltori. Nel Bosco San Giuliano e Manche, di 900 ettari, troviamo un antico rifugio del 1870. In contrada Sant’Angelo troviamo la chiesa rupestre di San Michele probabilmente di epoca longobarda o normanna, scavata nella roccia e costituita da un unico ambiente, con la statua dell’arcangelo su un piccolo altare anch’esso in pietra. Nel 2013 sono stati riscoperti importanti affreschi parietali probabilmente del XV-XVI secolo sottoposti a restauro e studio dalla Sovrintendenza. Nella località omonima è situata anche la chiesetta della Madonna del Cupo, oggi attrezzata con piccola area pic-nic, con tetto a due falde e campaniletto a vela, è arricchita da un bel portale in pietra del XIV secolo con coni dell’arco a tagli poligonali che nell’insieme disegnano un profilo zigzagato.

River Horse

Immersi nella stretta valle del Bradano, quando il fiume lucano scorre ancora sotto forma di torrente, troviamo i cavalli di River Horse. Maneggio di cavalli di lunga tradizione attivo sul territorio da più di venti anni, in cui potrete effettuare passeggiate a cavallo per tutti gli appassionati di equitazione lungo il torrente e gli antichi tratturi lucani. La River Horse oltre a fare scuola di equitazione organizza diversi percorsi esperienziali di trekking con il cavallo partendo dai meno esperti fino ad avventure estreme nella natura impervia di Acerenza, sotto l’occhio vigile, esperto ed appassionato di Gaetano.

Basilicatalpaca

In contrada Alvanello su uno spettacolare affaccio sul lago artificiale di Acerenza e sul torrente Bradano, Canio e Manuela vi accompagneranno a svolgere attività avvengono a stretto contatto con gli alpaca, tra foto e coccole, vi parleremo di questi strani e curiosi animali e della pregiata fibra di alpaca, con la quale verrà realizzato un oggetto come ricordo a conclusione della visita. La visita agli alpaca ha la durata di un’ora circa. All’interno dell’azienda è presente un’area picnic vista lago, con tavoli, barbecue (dotati di griglie) e fontane. È possibile noleggiare mountain-bike a pedalata assistita, per poter visitare il lago di Acerenza e il suo centro storico o semplicemente per una passeggiata in tutta tranquillità nella natura.

Grazie al presidente Luciano D’Andria e a tutto il Cda della Pro Loco di Acerenza

Foto di Canio Scattone, Canio Tiri e Luciano D’Andria.

Per informazioni

Pro Loco Acerenza – info@prolocoacerenza.it

puoi visionare tutte le video guide su https://www.youtube.com/channel/UCOzzG70Zc_vBOnoDsZ-AyAg

Telefono: 3294233465

Antonella D’Andria

Lucana. Laureata magistrale in Lingue e letterature straniere, ho una passione incontrollabile per lo spagnolo in tutte le sue forme artistiche, culturali e gastronomiche. Lui apprezza e contraccambia. Dal 2014 mi occupo della comunicazione digitale della Pro Loco di Acerenza e da qualche anno collaboro con una importante azienda lucana. Ho conseguito un master in Editoria e comunicazione, percorso che mi ha permesso di conoscere dei giovani brillanti che sono diventati i miei compagni di avventura in #ioviaggiolucano. Scrivo per il Mattino di Puglia e Basilicata, luogo virtuale che mi concede di fare ciò che amo di più: raccontare il mio territorio. Antonio è il mio paziente fidanzato.