Aliano: affacciati alla finestra


No, non inizieremo il racconto di Aliano con una citazione tratta da “Cristo si è fermato a Eboli”. Non perché non abbiamo amato la narrazione di Carlo Levi, ma perché, come sempre vogliamo provare ad andare oltre, offrendovi una prospettiva diversa dal solito.

Con IoViaggioLucano vogliamo farvi affacciare dalla “finestra” che dà sulla Fossa del bersagliere e farvi meravigliare dei grandi orizzonti che solo Aliano sa offrire per consentirvi di “contemplare il paesaggio come un dipinto, leggerlo come un rotolo di poesie” (Donato Montesano).

Dal confino di Carlo Levi a suggestiva e affascinante meta per gli animi più sensibili

D’altro canto sarebbe impossibile, oltre che ingiusto, non scrivere nulla sull’autore e artista torinese Carlo Levi che visse confinato nel borgo lucano tra il 1935 e il 1936 a causa della sua opposizione al regime fascista e che ha regalato al mondo intero pagine di storia aspra e vera come la terra che lo ospitò.

A testimoniare il profondo legame tra lo scrittore e il territorio di Aliano, il fatto che la sua Casa, attualmente visitabile è esattamente identica, la stessa di quando fu lasciata nel secolo scorso, una casa vuota, di un vuoto “vivido” che consente al visitatore di esperire la stessa sensazione che aveva provato Levi nel prenderne possesso.

“L’abitazione di Levi è rimasta nuda, racchiusa dentro alle sue mura imbiancate di calce, separata tra cucina e studio di pittura dalle porte verniciate di azzurro, separata nei suoi immensi spazi esterni dalle piccole finestre dipinte di verde” è ciò che si legge sul sito ufficiale del Parco LetterarioCarlo Levi”.

Fonte immagine: Pro Loco Aliano, pagina Facebook

Non si è fatto ricorso a ricostruzioni, suppellettili, a nulla che potesse creare un’atmosfera sacrale e, di conseguenza, surreale. È visitabile anche la Tomba dell’Artista, situata su una balconata aperta che dà sui tetti del paese, l’affaccio verso la sua stessa casa. Ma quale modo migliore per comprendere la sensibilità di Carlo Levi se non attraverso la sua arte immortale? Se vi recate ad Aliano, vale sicuramente la pena fermarsi per una visita alla Pinacoteca, dove sono custoditi i dipinti originali, le litografie e la documentazione storica del confino di Levi. La sua pittura lascia trasparire il dolore, l’amarezza e la ritualità quasi “magica” della vita della montagna materana dell’epoca.  Levi come figura paterna, protettiva e occhio critico allo stesso tempo.

Vi abbiamo detto, però, in apertura, che Aliano non è solo custode della memoria di una grande figura, quella di Carlo Levi. Oggi, la sua desolante bellezza attrae persone da tutto lo Stivale. Carlos Solito, autore e regista ha girato alcune scene di “Sogno a Sud. Salvador Dalì a Matera” e “L’Acchiappavento” proprio nel territorio di Aliano, da cui è stato ammaliato.

Fonte immagine: Pro Loco Aliano, pagina Facebook

“Prendi un Calanco, uno qualsiasi, grande, piccolo tanto così, non importa. Salici sopra, guardati attorno, sotto, ovunque. E ammira. Ammira il deserto, il mare d’argilla, il niente, il vuoto, la desolazione. Scegli una direzione, perditi, trema, passa i polpastrelli sulle crepe d’argilla. Troverai la parte migliore di te”. (Carlos Solito)

Forse è proprio questo che rende Aliano un Borgo Autentico d’Italia, al di là delle sue peculiarità e del suo patrimonio: è un luogo per l’animo, in cui connettersi con il proprio io interiore e ritrovarsi.

Restare in silenzio e far fare il suo a un gallo, a un fiume, all’asfalto bollente, al vuoto che sventola assenze, alle carezze del vento” (Carlos Solito)

Fonte immagine: Carlos Solito, profilo Instagram

Arrivare ad Aliano è un’esperienza paragonabile a un allunaggio che si ripete ogni anno (almeno fino a prima della pandemia). “La luna e i calanchi” è un festival che vede fotografi, artisti, musicisti sbarcare nel piccolo comune lucano per lasciarsi ispirare nella creazione di opere di cui resterà traccia, una volta andati via. La manifestazione si pone sullo scenario nazionale e non solo, come il tentativo di far convivere arte e territorio creando una “nuova comunità intellettuale” che parli non solo alla Basilicata. È il Festival della Paesologia, la valorizzazione dei piccoli paesi, della loro cultura e del modo in cui l’ancestrale si intreccia con il presente.

Autentico come i sapori e come la vita contadina

Autentico come i piatti della tradizione (la rafanata, i cauzuncin…), come l’olio, come la vita contadina a cui è dedicato il Museo della “Civiltà contadina”. Qui sono conservate le antiche tradizioni riguardanti la produzione dell’olio, quella casearia e gli oggetti della vita contadina. Quando ci si ritrova al suo interno sembra quasi di sentirle, le parole di Levi:  “I contadini risalivano le strade con i loro animali e rifluivano alle loro case, come ogni sera, con la monotonia di un’eterna marea, in un luogo oscuro, misterioso mondo senza speranza. Gli altri, i signori, li avevo ormai fin troppo conosciuti, e sentivo con ribrezzo il contatto attaccaticcio della assurda tela di ragno della loro vita quotidiana: polveroso nodo senza mistero, di interessi, di passioni miserabili, di noia, di avida impotenza, e di miseria”. In queste righe c’è un’immensa gratitudine e una sincera ammirazione per la vita contadina, c’è tutto un mondo, che senza “Cristo si è fermato a Eboli” probabilmente non avremmo mai conosciuto e che vale la pena, ancora oggi, a distanza di moltissimo tempo, esplorare.

Per maggiori info: https://www.facebook.com/prolocoaliano/, http://www.aliano.comunitaospitali.it/Proloco-Aliano, https://www.aliano.it/aliano/.

Mariapina Potenza

Mariapina Potenza

Mariapina, 26enne cresciuta nella città passata dall’essere vergogna d’Italia all’essere un fiore all’occhiello per l’Europa. Ho studiato Scienze politiche e Comunicazione, unendo le mie più grandi passioni e i miei interessi sin da ragazzina: capire il mondo ed esprimermi attraverso le parole. Datemi una penna e un quaderno o una tastiera e sarò felice. Chi mi conosce sa che porto le mie radici lucane ovunque. L’aver vissuto in posti diversi (Pisa prima, Torino poi) ha allargato i miei orizzonti da un lato e dall’altro lato mi ha fatto innamorare ancora di più della mia Matera e della mia Basilicata. Oggi vorrei raccontare e scoprire la Lucania insieme ai miei compagni d’avventura.