Basilicata, pianeta alieno e surreale


Ogni campionato mondiale ha la sua mascotte. Sicuramente quella che gli italiani ricordano maggiormente è “Ciao” una figura stilizzata di un calciatore, non bellissima ma che ha rappresentato la vera “estate italiana” di Italia90. Ecco, anche noi abbiamo una mascotte. Perchè il campionato che stiamo portando avanti non è altro che il racconto delle partite di un’unica squadra, quella lucana.

La mascotte del nostro viaggio è un curioso astronauta che dopo aver passato giorni di quarantena nella sua navicella è riuscito ad atterare su un pianeta surreale e alieno, abbastanza lontano tanto che anche Cristo in passato ebbe le sue non poche difficoltà a raggiungerlo. Il pianeta in questione è la Basilicata, terra di buon cibo e buon vino; terra che in passato ha accolto e che nel presente vede fuggire; terra dai paesaggi blu, gialli, rossi e verdi.

Ognuno di noi questi giorni è un pò come un astronauta che, uscito dalla sua navicella,  ritorna a camminare all’aria aperta e riscopre la propria realtà quotidiana, una realtà che, pre quarantena, sembrava così banale e che subito lo ridiventerà se non ci sforziamo di aguzzare lo sguardo e guardarla con occhi nuovi.

Lo stile grafico delle immagini realizzate parte da questa riflessione: rappresentare questa regione da un punto di vista diverso, qualunque esso sia l’importante che si eviti la sterile rappresentazione fedele della realtà. Come modelli di riferimento abbiamo guardato a due grandi artisti che hanno reinterpetato i brulli e colorati paesaggi lucani. Da una parte ci sono gli agitati calanchi di Carlo Levi, in cui pennellate vorticose fondono l’uomo al suo paesaggio, richiamando l’irascibilità del pennello di Van Gogh e dei primi Favues; dal lato estremamente opposto le piatte e calme composizioni fotografiche di Franco Fontana, prive di figura umana, un paesaggio più mentale che fisico, a metà strada tra il metafisico e il costruttivismo. Artisti completamente diversi nello stile e nella visione, ma entrambi dimostrano che la Basilicata è una modella perfetta per suggestioni oniriche e magiche.

Il nostro astronauta è un invito a guardare questa regione con occhi nuovi, non solo per riscoprirla ma anche e soprattutto per lasciarci ispirare.

Viaggiare in Basilicata è un pò come fare un viaggio nel tempo: il neolitico di Matera, la greca costa jonica, la romana Grumento, la medievale Melfi e…. venitela a scoprire insomma!

Piervito Aresta

Piervito Aresta, materano classe ’95, sono un grafico laureato presso l’Accademia delle Belle Arti di Urbino. Ho frequentato un master in editoria e comunicazione e attualmente attendo con ansia la laurea magistrale in edizione e illustrazione per la grafica d’arte. Il mio terreno di ricerca, e la mia passione, è la grafica underground e tutti i prodotti editoriali controculturali nati dagli anni ’50 fino ad oggi. Dopo una parentesi urbinate, sono ritornato nella mia regione con lo scopo di approfondirne la storia e creare progetti interessanti, sia artistici che editoriali.

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